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ECOGRAFIA MAMMARIA

Il suo ruolo nella prevenzione del tumore al seno

Ottobre, mese della prevenzione del tumore al seno, volge ormai al termine.

Nell’ormai lontano 1992 da Evelyn H. Lauder (magnate della cosmetica e filantropa), ideava la campagna internazionale contro il tumore al seno, che ha reso famoso il Nastro Rosa come simbolo di supporto per chi lotta contro questa malattia e che ha come scopo la sensibilizzazione della popolazione femminile all’importanza della prevenzione.

Oggi giorno ci si batte con sempre maggior forza per far comprendere l’importanza di una diagnosi precoce che ha come capisaldi l’effettuazione dopo i cinquanta anni della mammografia. In casi di familiarità o di età intorno ai 40 anni sono consigliate  visite cliniche ed ecotomografie specialistiche. 

INDICAZIONI

L’ecografia è una metodica molto utile nella valutazione delle patologie mammarie.

Essa non fornisce la panoramicità tipica di metodiche come la mammografia e non può essere utilizzata come esame di screening, tuttavia, in relazione anche alla assenza di radiazioni ionizzanti, in presenza di un reperto obiettivo come nodulo, addensamento, dolore localizzato, acquista un ruolo molto importante nella definizione del quadro clinico. Nelle donne giovani, al di sotto dei 40 anni può essere considerata metodica diagnostica di  prima scelta, essendo in questa fascia di età la mammografia riservata solo a casi selezionati.

Oltre i 40 anni, in associazione alla mammografia, contribuisce in maniera significativa alla diagnosi precoce delle lesioni mammarie.

L’ecografia trova quindi una precisa indicazione nei casi in cui si debba:

·         esaminare una mammella giovane (inferiore ai 40 anni), con una ricca componente ghiandolare, che la rende radiologicamente difficile da esplorare;

·         esaminare il seno di una donna in gravidanza;

·         stabilire la natura solida o liquida di un nodulo;

·         valutare un addensamento asimmetrico rilevato dalla mammografia;

·         studiare una mammella operata;

·         eseguire un prelievo con ago su nodulo sospetto;

·         effettuare il prelievo bioptico di lesioni non palpabili ecograficamente evidenziabili;

·         valutare i linfonodi ascellari.

L’ecografia si può affermare quindi che rappresenta l’esame di primo livello nelle donne fino a 35-40 anni e, in aggiunta alla mammografia, costituisce un’ottima integrazione dopo i 40 anni.

 ESECUZIONE

La procedura è indolore, non presenta controindicazioni e non richiede alcuna preparazione.

Il medico applica sul seno della paziente, sdraiata su un lettino, uno strato di gel e passa sul seno una sonda che emette ultrasuoni, che permette di visualizzare in tempo reale, su di un monitor, le immagini della ghiandola mammaria.

Gli ultrasuoni generati dalla sonda, vengono riflessi in modo differente a seconda del tipo di tessuto, di qui la possibilità di distinguere tra la natura solida e liquida di un nodulo ma anche di cogliere i caratteri propri di una eventuale lesione.

L’esame può essere effettuato in qualsiasi fase del ciclo mestruale, anche se viene preferita la fase post mestruale (5-12 giorni dal ciclo). Ha una durata di 15/20 minuti. Non occorre nessuna preparazione. 

FATTORI  DI RISCHIO PER L’INSORGERE DI UN TUMORE MAMMARIO

Di seguito, riportiamo alcuni fattori di rischio ormai scientificamente individuati:

·         pregressa diagnosi di tumore del seno o alcune patologie mammarie benigne;

·         sovrappeso dopo la menopausa;

·         fattori ormonali;

·         trattamento pregresso o in corso con terapia ormonale sostitutiva (TOS). Si fa presente che per le donne giovani che ricevono una TOS per compensare                  una menopausa precoce o un intervento di ovariectomia, il rischio non aumenta fino all’età di 50 anni;

·         uso della pillola anticoncezionale per lungo tempo;

·         nulliparità;

·         menarca precoce o menopausa tardiva;

·         mancanza di latte o allattamento breve;

·         prima gravidanza tardiva;

·         fattori legati allo stile di vita;

·         largo uso di alcolici per molto tempo;

·         fumo di sigaretta;

·         alimentazione ricca di grassi saturi, povera di frutta e verdura.

 

Dott. Michele Lo Bello – Specialista in Radiodiagnostica

Dott. Alessio Garetto Specialista in Ginecologia ed Ostetricia, senologo e responsabile Breast Unit ASL CN1


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