
I NOSTRI PERCORSI
Un approccio completo, personalizzato per il tuo benessere. Presso il Centro Medico Santa Chiara è possibile intraprendere un percorso multidisciplinare con il nostro team di specialisti dedicato alle donne che soffrono di emicrania, pensato per affrontare il problema in modo globale ed efficace.

OBIETTIVO DEL PERCORSO
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Individuare le cause dell’emicrania
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Ridurre intensità e frequenza degli attacchi
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Migliorare la qualità della vita
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Offrire un supporto personalizzato e continuativo
I NOSTRI PROFESSIONISTI
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DOTT.SSA EUGENIA ROTA
Approccio Neurologico
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La cefalea, ovvero il mal di testa, rappresenta uno dei sintomi più frequenti nella popolazione soprattutto femminile. La maggior parte delle cefalee è di natura primitiva, cioè non è causata da altra patologia; fra le cefalee primarie, l’emicrania coinvolge il 25% delle donne in età fertile, in cui rappresenta la prima causa di disabilità, causando perdita di giorni di lavoro e compromettendo significativamente la qualità di vita. Il neurologo è lo specialista maggiormente idoneo ad inquadrare in prima istanza una cefalea e porre la diagnosi di emicrania. L’emicrania si associa frequentemente ad altre condizioni, fra cui i disturbi d’ansia e dell’umore, disturbi ginecologici ed endocrinologici, disturbi del sonno, che ne influenzano il decorso. Anche la contrazione dei muscoli cranio-cervicali può innescare un circolo vizioso che favorisce il peggioramento della cefalea. Pertanto, dopo la diagnosi, per gestire adeguatamente l’emicrania, è fondamentale il ruolo del neurologo che, mediante un approccio multidisciplinare, identifichi i fattori psicologici, ormonali-ginecologici, metabolici e di altra natura coinvolti nel peggioramento della cefalea, avvalendosi della collaborazione degli specialisti per il trattamento delle comorbidità rilevanti per il singolo paziente. Inoltre, è attualmente disponibile un armamentario terapeutico molto ricco, in cui numerosi trattamenti farmacologici anche avanzati (tossina botulinica, anticorpi monoclonali, gepanti) e interventi non farmacologici (dal Biofeedback all’Agopuntura, alla terapia Cognitivo-Comportamentale alla Neuromodulazione non invasiva) possono essere prescritti nella prevenzione dell’emicrania al singolo paziente, con un approccio personalizzato che garantisca un buon controllo della frequenza delle crisi e dell’intensità del dolore e, quindi, un miglioramento della qualità di vita.

DOTT.SSA DANIELA BOTTA
Approccio Ginecologico
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Non tutti sanno che l’emicrania nella donna è fortemente influenzata da fattori ormonali e può associarsi a disturbi ginecologici. Tra le condizioni che possono influenzare l’emicrania, troviamo: - La iperprolattinemia - La sindrome premestruale - Le irregolarità del ciclo - La premenopausa/menopausa - La terapia Pillola contraccettiva - La sindrome dell'ovaio micropolicistico (PCOS) con insulino-resistenza Tali condizioni possono peggiorare l’emicrania e sono quindi meritevoli di una valutazione in ambito ginecologico, in quanto un corretto inquadramento ed una terapia adeguata possono condurre al miglioramento dell’emicrania stessa. QUANDO PENSARE DI FARE UNA VISITA GINECOLOGICA? Quando sono presenti uno o piu' di questi sintomi: - Dolore che compare soprattutto prima, durante o dopo il flusso mestruale - Mestruazioni irregolari (anche solo qualche giorno di anticipo o di ritardo) - Mancanza di mestruazioni da qualche mese - Presenza di acne (pustole) al viso, al dorso o al petto (e più raramente anche all'inguine) - Presenza di peli in eccesso o nella zona sotto l'ombelico, o al viso o attorno ai capezzoli mammari - Dolore e/o tensione al seno - Secrezioni dai capezzoli - Cefalea che compare, si modifica o peggiora con l'assunzione della pillola e/o presente nella settimana di sospensione

DOTT.SSA GIULIA DELMONDO
Approccio Nutrizionistico
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L’alimentazione svolge un ruolo importante nella gestione dell’emicrania, poiché alcuni alimenti possono scatenare gli attacchi mentre altri aiutano a prevenirli. Alterazioni del metabolismo degli zuccheri, frequenti soprattutto nelle donne emicraniche, possono favorire la cronicizzazione della cefalea, rendendo utile un approccio dietetico mirato. Cibi che potrebbero scatenare la cefalea: 1. Alimenti ricchi di tiramina: La tiramina è una sostanza che si forma quando determinati alimenti vengono conservati o invecchiati. Alimenti come formaggi stagionati (parmigiano, roquefort, cheddar), salumi e vino rosso possono scatenare un attacco. La tiramina può causare cambiamenti nei livelli di serotonina nel cervello, contribuendo a un attacco di cefalea. 2. Alcool: in particolare vino rosso e birra 3. Cibi molto processati: snack confezionati, insaccati 4. Caffeina: Sebbene piccole quantità di caffeina possano alleviare il mal di testa in alcune persone, un consumo eccessivo può favorire la cronicizzazione dell’emicrania, ma anche una riduzione improvvisa può condurre alla cefalea 5. Cioccolato: contiene caffeina e feniletilamina Cioccolato: contiene caffeina e feniletilamina

DOTT.SSA ELISA CAVAGNETTO
Approccio Psicologico
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L’emicrania è un disturbo in cui fattori biologici, psicologici e ambientali interagiscono reciprocamente (“modello biopsicosociale”) e possono favorire la cronicizzazione della cefalea. Quindi, è fondamentale una presa in carico globale della paziente emicranica con un approccio terapeutico e preventivo basato sull'integrazione tra il trattamento farmacologico e quello psicologico “mente-corpo”. Le ricerche scientifiche dimostrano come stress, ansia, disturbi dell’umore, del sonno e aspetti di personalità possano peggiorare significativamente l’emicrania. Gli approcci non farmacologici con evidenza scientifica di efficacia nella prevenzione e trattamento dell’emicrania sono: - Biofeedback: una tecnica di psicofisiologia applicata, non invasiva che, attraverso sensori, permette di misurare in tempo reale i parametri fisiologici del corpo, come tensione muscolare, respirazione, battito cardiaco. Questi dati vengono trasformati in segnali visivi o sonori visibili su un monitor, che permettono di osservare in modo immediato come il corpo risponde a stimoli, emozioni e situazioni quotidiane. Attraverso un training guidato, la paziente può sviluppare maggiore consapevolezza di come mente e corpo interagiscono e imparare strategie per auto-regolare le proprie reazioni fisiche, trasformandole in risposte più consapevoli e funzionali. - Terapia Cognitivo-Comportamentale: un approccio attivo e collaborativo che interviene su pensieri, emozioni e comportamenti, per ottenere cambiamenti concreti e duraturi. Il terapeuta e il paziente lavorano insieme per costruire un percorso di ascolto, consapevolezza e sperimentazione di strumenti e tecniche pratiche per gestire situazioni difficili, migliorare schemi di pensiero e comportamenti disfunzionali nel quotidiano. Questi interventi conducono ad un maggiore benessere psico-fisico globale, con conseguente miglioramento dell’emicrania e riduzione della frequenza e dell’intensità delle crisi. Ogni percorso è personalizzato e “cucito” su misura per ogni persona. Solo una presa in carico dell’emicrania a 360 gradi può rendere l’intervento realmente efficace.

DOTT. DANILO GERMANETTO
Approccio Massofisioterapico
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Il dolore cervicale e la dolorabilità dei muscoli pericranici sono frequenti nei pazienti con emicrania, soprattutto nelle donne con emicrania cronica. L'obiettivo principale della fisioterapia è ridurre la contrattura muscolare, diminuire i fattori scatenanti e migliorare la mobilità articolare cervicale. La gestione fisioterapica dell’emicrania si basa su tre aspetti principali: 1. Miofasciale, con trattamento dei trigger points dei tessuti molli 2. Discale, mediante trazione assiale (tecnica di Jenkner) 3. Articolare, attraverso mobilizzazioni delle faccette articolari L’emicrania va distinta dalla cefalea cervicogenica, che presenta riduzione del ROM cervicale, dolore evocabile dal movimento, assenza di foto- e fonofobia e mancata risposta ai farmaci specifici per l’emicrania. I trattamenti possono essere diretti sul dolore (trigger points muscolari, trazione cervicale, mobilizzazioni C0-C1, tecniche neurodinamiche) oppure indiretti sulla disfunzione, correggendo alterazioni muscolari, articolari, costali e del controllo motorio cervicale. Il trattamento miofasciale sui trigger points è efficace ma spesso doloroso; in alternativa si possono usare terapie strumentali (tecar, laser), più tollerabili ma con tempi più lunghi. Fondamentale è anche il lavoro manuale di mobilizzazione cervicale e scapolare per migliorare la fluidità del movimento. Elemento centrale della terapia è l’esercizio fisico personalizzato, mirato a rilassamento, postura, mobilità e stabilità cervicale, da svolgere regolarmente anche a domicilio. In particolare, esercizi di rilassamento passivo e posturali attivi hanno dimostrato efficacia nella donna emicranica, con una riduzione fino al 40% della frequenza delle crisi emicraniche.
